Esposizione alimentare a diossine e PCB diossina-simili: nuovi limiti dell’EFSA

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Esposizione alimentare a diossine e PCB diossina-simili: nuovi limiti dell’EFSA

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L’esposizione alimentare a diossine e PCB diossina-simili è tornata al centro dell’attenzione dopo la nuova valutazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Di recente, infatti, sono state aggiornate le conoscenze scientifiche disponibili sulla tossicità di queste sostanze, portando a una revisione al ribasso della dose settimanale tollerabile.

Cosa sono esattamente le diossine e i PCB diossina-simili? Quali alimenti contribuiscono maggiormente all’esposizione e cosa cambia con la nuova valutazione dell’EFSA? Approfondiamo meglio, in questo articolo.

 

Cosa sono le diossine e i PCB diossina-simili e in quali alimenti si trovano

 

Le diossine e i policlorobifenili (PCB) diossina-simili sono contaminanti ambientali persistenti, che possono accumularsi progressivamente lungo la catena alimentare e concentrarsi nei grassi animali.

Il termine “diossine” comprende un gruppo di composti chimici che possono originarsi, tra l’altro, durante alcuni processi industriali e di combustione. I PCB, invece, sono sostanze chimiche che sono state utilizzate in passato in diverse applicazioni industriali. Sebbene il loro impiego sia stato fortemente limitato o vietato, la loro persistenza fa sì che possano ancora essere presenti nell’ambiente.

Nell’ambito della salute pubblica, le diossine e alcuni PCB detti “diossina-simili” vengono spesso accomunati, a causa delle somiglianza delle loro proprietà tossicologiche.

Ma dove possono trovarsi queste sostanze nella catena alimentare? Come detto, sono gli alimenti di origine animale a rappresentare una delle principali fonti attraverso cui la popolazione può entrare in contatto con tali sostanze. Tra le principali categorie alimentari rientrano, ad esempio, pesce, carne, latte, uova e relativi derivati.

Ciò non significa che questi alimenti debbano essere eliminati dalla dieta: il problema riguarda l’esposizione complessiva e continuativa a contaminanti che, proprio per le loro caratteristiche, possono accumularsi nell’organismo. Una dieta equilibrata e varia può contribuire a ridurre l’esposizione: includendo una vasta scelta di alimenti, infatti, è possibile ridurre l’assunzione di contaminanti da ogni singola fonte.

 

Esposizione alimentare a diossine: nuova dose settimanale tollerabile dell’EFSA

 

Con un nuovo parere scientifico, di recente l’EFSA ha aggiornato la valutazione pubblicata nel 2018 in tema di esposizione alimentare alle diossine e ai PCB diossina-simili.

Tale parere tiene conto della revisione dei fattori di tossicità equivalente (TEF) del 2022 da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, utilizzati per valutare la tossicità congiunta di diossine e PCB diossina-simili.

Sulla base di questi, dunque, l’EFSA ha stabilito una nuova dose settimanale tollerabile (DST), fissata ora a 0,6 picogrammi per chilogrammo di peso corporeo a settimana (pg/kg). Si tratta di un valore circa tre volte inferiore rispetto a quello precedentemente stabilito nel 2018 (che si basava sui TEF dell’OMS del 2005).

Il nuovo riferimento è stato definito secondo gli effetti osservati sullo sviluppo per la riproduzione maschile. In particolare, l’EFSA ha considerato come effetto critico la riduzione della produzione e della concentrazione degli spermatozoi nei figli maschi esposti durante lo sviluppo fetale e nelle prime fasi della vita.

L’applicazione dei nuovi fattori di tossicità ha determinato anche una riduzione, calcolata tra il 27% e il 35%, delle stime dell’esposizione alimentare rispetto a quelle risultate dai precedenti parametri. Tuttavia, il quadro complessivo non cambia nella sua sostanza: secondo la valutazione dell’EFSA, l’esposizione attraverso la dieta continua a superare la nuova dose settimanale tollerabile nella popolazione europea in tutte le fasce d’età (con sforamenti più elevati in bambini e ragazzi).

La valutazione individua anche timori per le donne in età fertile, proprio per i motivi sopra menzionati sui potenziali effetti sui futuri figli maschi attraverso la madre.

 

Nuovi limiti per diossine e PCB diossina-simili: i prossimi step

 

La revisione della dose settimanale tollerabile non comporta automaticamente un cambiamento immediato dei limiti di legge. Infatti, i livelli massimi di diossine e PCB diossina-simili negli alimenti e nei mangimi sono già previsti dalla legislazione europea.

Tuttavia, la Commissione europea e gli Stati membri – in quanto gestori del rischio – terranno conto della consulenza scientifica dell’EFSA nell’elaborazione di linee guida per l’alimentazione e nella revisione dei livelli massimi esistenti, tenendo conto anche dei fattori di equivalenza tossica (TEF) rivisti. L’obiettivo è quello di garantire una maggiore tutela della salute dei consumatori e un elevato livello di protezione.

Si tratta quindi di un passaggio importante per il futuro della sicurezza alimentare europea. La valutazione non si conclude con la definizione di un nuovo valore di riferimento, ma potrà comportare ulteriori interventi normativi e di controllo lungo la filiera.

Va segnalato, infine, che l’EFSA sta conducendo anche una specifica valutazione dei rischi e dei benefici associati al consumo di pesce, esaminando i benefici nutrizionali e i potenziali effetti avversi dovuti all’esposizione a diversi contaminanti (tra cui anche le diossine e i PCB diossina-simili). Lo studio dovrebbe terminare entro la fine del 2027.

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Immagine di Elisa Fioravazzi
Elisa Fioravazzi

Consulente in materia di sicurezza sul lavoro e HACCP. Appassionata di sport acquatici e attività all'aperto.

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