Rischio chimico negli ambienti di lavoro: le norme di riferimento

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Rischio chimico negli ambienti di lavoro: le norme di riferimento

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Il rischio chimico è una tipologia molto diffusa negli ambienti di lavoro e, contrariamente a quanto si pensi, non si limita all’industria chimica o ai laboratori.

Presente in moltissimi contesti lavorativi, comprende tutti i pericoli per la salute e la sicurezza legati alla presenza e all’uso di agenti chimici nei luoghi di lavoro.

Un recente fact sheet pubblicato dall’Inail ha approfondito il tema del rischio chimico e delle norme di riferimento, sia quelle cogenti che quelle volontarie. Vediamo, in questo articolo, alcuni punti fondamentali del documento.

Rischio chimico sul lavoro: cos’è e possibili effetti sulla salute

Il rischio chimico viene definito ubiquitario, in quanto – come detto – non riguarda solo l’industria chimica o i laboratori, ma quasi ogni contesto lavorativo in cui si manipolano sostanze o miscele.

In Europa, circa il 17% dei lavoratori riferisce di essere esposto a prodotti o sostanze chimiche per almeno un quarto del tempo di lavoro e il 15% respira fumi, vapori, polveri o aerosol sul lavoro.

Gli effetti dell’esposizione ad agenti chimici pericolosi, cancerogeni, mutageni e reprotossici possono essere diversi, e dipendono dalla dose e dalla natura della sostanza:

  • irritazioni;
  • intossicazioni acute (mal di testa, nausea, ustioni, difficoltà respiratorie immediate);
  • malattie croniche gravi, come patologie respiratorie, danni d’organo (fegato, reni, sistema nervoso), infertilità;
  • tumori professionali.

Alcune patologie possono comparire anche a distanza di tempo, in assenza di sintomi iniziali evidenti. Numerosi agenti chimici, infatti, non determinano un danno immediato, ma esercitano un’azione cumulativa sull’organismo (talvolta in sinergia tra di loro).

Anche se le patologie muscolo-scheletriche e quelle dell’udito sono tra le più frequenti, le malattie da agenti chimici (in particolare tumori occupazionali e patologie respiratorie) rappresentano una porzione rilevante e preoccupante del totale. In Italia, nel 2024, sono state registrate oltre 88 mila denunce di malattie professionali correlate al rischio chimico. A livello europeo, i tumori professionali hanno inciso per il 53% su tutti i decessi correlati al lavoro nell’UE e in altri Paesi sviluppati (ogni anno si verificano circa 120 mila casi di cancro professionale nell’UE, con circa 80 mila decessi).

Anche per questo, negli ultimi anni, l’Unione Europea ha rafforzato il proprio impegno verso la sicurezza chimica, sollecitando gli Stati membri ad aggiornare costantemente la normativa vigente.

Rischio chimico sul lavoro: le norme cogenti e quelle tecniche volontarie

Sia a livello nazionale che europeo, il legislatore è intervenuto per migliorare la gestione degli agenti chimici nei luoghi di lavoro.

La regolamentazione europea sul rischio chimico si basa su un insieme di norme cogenti e norme tecniche volontarie, fondamentali per garantire un elevato livello di tutela della salute dei lavoratori. Le norme cogenti sono atti legislativi dell’UE (regolamenti, direttive e decisioni) che gli Stati membri devono applicare o recepire nella legislazione nazionale.

Tra le principali, in tema di rischio chimico, vanno citate:

  • Lgs 81/08, Testo unico salute e sicurezza sul lavoro;
  • Lgs. 39/2016, Allineamento al CLP e al Reg. REACH;
  • Lgs. 135/2024, Sostanze tossiche per la riproduzione.

Oltre agli obblighi normativi, anche le norme tecniche europee e internazionali svolgono un ruolo rilevante. Pur non essendo obbligatorie, infatti, rappresentano importanti punti di riferimento e strumenti operativi per l’applicazione delle norme cogenti. In questo caso, tra le più importanti vi sono:

  • UNI EN 689:2019, Requisiti prestazionali di base;
  • UNI EN 482:2021, Requisiti prestazionali di base;
  • Manuale UNICHIM 208, 2024, Modalità di applicazione della norma UNI EN 689:2019.

Se da un lato, quindi, la legge definisce gli obblighi, dall’altro le norme tecniche forniscono metodologie validate per assolverli in modo uniforme e affidabile. Questa sinergia rende il sistema europeo uno dei più avanzati a livello globale.

Le norme volontarie in tema di rischio chimico sul lavoro

Tra i principali riferimenti tecnici per la gestione del rischio chimico figurano la UNI EN 689:2019, dedicata alla valutazione dell’esposizione per inalazione agli agenti chimici, e la UNI EN 482:2021, focalizzata sulle procedure per la determinazione della concentrazione degli agenti chimici.

Sebbene si tratti di norme volontarie, entrambe sono richiamate nell’allegato XLI del D.Lgs. 81/08 e assumono quindi un ruolo significativo nell’applicazione delle disposizioni legislative.

In particolare, la UNI EN 689:2019 definisce una strategia completa per valutare l’esposizione inalatoria e fornisce un modello metodologico riconosciuto a livello europeo. Tale strategia delinea un percorso operativo articolato in fasi successive, ovvero:

  • caratterizzazione di base;
  • strategia di campionamento e analisi;
  • individuazione dei gruppi similari di esposizione (SEG);
  • campionamento;
  • rivalutazione.

A supporto dell’applicazione della norma è stato pubblicato nel 2024 il Manuale UNICHIM 208 – “Modalità di applicazione della norma UNI EN 689:2019”. Questo documento è il riferimento per armonizzare le pratiche valutative a livello nazionale e illustra le modalità di espressione del valore di esposizione da adottare per soddisfare le diverse richieste del legislatore. Inoltre, approfondisce diversi temi, quali:

  • il ruolo del valutatore e la sua posizione tra le figure coinvolte nella gestione della salute e sicurezza all’interno dell’organizzazione;
  • la definizione dei gruppi similari di esposizione e la loro evoluzione rispetto ai gruppi omogenei previsti nella precedente versione della norma;
  • la corretta pianificazione ed esecuzione delle campagne di misura e i test di conformità statistica utilizzabili;
  • le procedure per la gestione dei dati inferiori al limite di quantificazione;
  • le modalità di valutazione dell’esposizione in presenza di più agenti chimici in contemporanea;
  • la rivalutazione periodica dell’esposizione e l’aggiornamento del DVR.

Per approfondire, qui puoi consultare il documento Inail sul rischio chimico negli ambienti di lavoro.

Vuoi tutelare la salute e la sicurezza dei tuoi lavoratori in merito all’esposizione al rischio chimico, adottando le adeguate misure di prevenzione e protezione (nel rispetto degli obblighi di legge)? Contattaci senza impegno per richiedere una valutazione dei rischi specifica o la consulenza di un nostro professionista.

Immagine di Fabrizio Cattaneo
Fabrizio Cattaneo

Consulente e formatore specializzato in sicurezza sul lavoro e trasporto merci pericolose, amante della montagna.

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Fabrizio Cattaneo

Consulente e formatore specializzato in sicurezza sul lavoro e trasporto merci pericolose, amante della montagna.

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