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Near miss e sicurezza: come gestire gli infortuni mancati

Near miss e sicurezza: come gestire gli infortuni mancati

Attuare processi di gestione del near miss, o infortunio mancato, contribuisce a implementare preziosi strumenti di valutazione per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.

Come identifica la norma UNI ISO 45001:2018, si parla di infortunio mancato quando avviene un incidente che non causa lesioni o malattie, ma che conserva, comunque, tutte le caratteristiche di una situazione potenzialmente a rischio.

L’analisi e la risoluzione dei potenziali rischi emersi dai near miss possono, quindi, diventare un’ulteriore fonte di dati per la prevenzione e la protezione dei lavoratori e si vanno ad aggiungere alle strategie di valutazione dei rischi.

Su queste tematiche, l’Inail ha da poco realizzato un documento dal titolo “Gestione degli incidenti procedura per la segnalazione dei Near Miss”, con l’intento di incrementare la cultura della sicurezza nelle aziende. Vediamo, nel dettaglio, alcuni punti da conoscere.

Obiettivi e soggetti coinvolti nella gestione del near miss

I near miss mettono in luce criticità impreviste e improvvise sul luogo di lavoro, riguardanti contesti di tipo organizzativo, tecnico o comportamentale.

La procedura di segnalazione e analisi degli infortuni mancati (anche detti “incidenti” nel documento Inail) avviene su base volontaria. Nonostante nel file si faccia riferimento alle imprese di settori complessi (come i servizi idrici, ambientali, energetici e funerari), tale procedura è in realtà applicabile a qualsiasi ambito aziendale.

In concreto, si tratta di un flusso di comunicazione che ha lo scopo di segnalare, registrare e comunicare gli incidenti non dannosi. Gli obiettivi sono molteplici:

  • identificare, raccogliere e analizzare gli incidenti che si verificano sul lavoro e che riguardano il personale, gli appaltatori e i subappaltatori, su cui l’azienda ha responsabilità giuridica, tramite modulistica appropriata;
  • valutare le situazioni di non conformità o di criticità organizzative, tecniche, procedurali o comportamentali che precedono gli incidenti;
  • individuare e applicare le adeguate misure correttive e preventive;
  • garantire un’opportuna comunicazione biunivoca e assicurare un’immediata risposta alla segnalazione: sia nella fase iniziale che in quella di lavorazione sullo stato di avanzamento e trattazione della segnalazione, fino all’esito finale.

Per rendere effettivo questo strumento di prevenzione è fondamentale la partecipazione di tutte le componenti dell’impresa, in particolare attraverso feedback tempestivi e condivisione delle problematiche.

Le figure e i gruppi coinvolti nella gestione dei mancati infortuni sono:

  • LESI - lavoratore che effettua la segnalazione di incidente: può essere coinvolto o meno nello stesso, e appartenere sia al personale aziendale che alle ditte appaltatrici;
  • SCI - soggetto coinvolto nell’incidente: può essere diretto dipendente aziendale o della ditta appaltatrice, oppure una qualsiasi figura (cliente, fornitore, ecc.) che si trova in prossimità del luogo la cui titolarità è dell’azienda. Può coincidere con il LESI;
  • GRTVI - gruppo di ricezione, trasmissione, valutazione degli incidenti: è composto da RSPP, RLS, preposto/dirigente e CSE (coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione) nel caso di cantieri. Riceve la segnalazione dell’incidente, valuta e adotta le necessarie misure correttive;
  • GRI - gruppo risoluzione incidenti: a seconda del reparto coinvolto può essere composto da ufficio acquisti (UA), ufficio tecnico (UT), risorse umane (RU) e/o dirigente. Si occupa di valutare la risoluzione degli incidenti qualora il GRTVI non sia stato in grado di risolvere l’incidente in reparto e, conseguentemente, verifica la concreta efficacia delle soluzioni adottate;
  • Incaricato: soggetto che non fa parte del GRTVI, riceve la segnalazione dal LESI e la comunica al GRTVI stesso, provvedendo poi alla registrazione e archiviazione dei documenti;
  • DL - datore di lavoro: riceve le comunicazioni dal GRI e verifica l’efficacia delle soluzioni adottate nel caso di incidente non risolvibile in reparto, oppure in caso di incidente non risolvibile in azienda e risolvibile dalle ditte appaltatrici. Verifica, inoltre, la chiusura dell’incidente da parte del GRI.

Near miss: modalità operative di comunicazione di infortunio mancato

Le modalità operative per la gestione degli infortuni mancati seguono 5 step:

  1. redazione/registrazione/archiviazione;
  2. coinvolgimento;
  3. verifica;
  4. approvazione;
  5. attuazione.

Il flusso di comunicazione del near miss è organizzato secondo dei moduli o feedback di differenti livelli, corrispondenti alle diverse azioni messe in atto dai soggetti coinvolti. Vediamo i principali passaggi:

  • il lavoratore o eventuale testimone (LESI) segnala l’incidente all’incaricato, che provvede a comunicarlo a SPP, preposto/dirigente e RLS (GRTVI);
  • l’incaricato comunica al LESI l’avvenuta ricezione (feedback I);
  • il GRTVI valuta se la segnalazione sia da riconoscere come incidente. In caso negativo, l’incaricato o il GRTVI consegna motivata comunicazione al LESI di non presa in carico (feedback I bis). In caso positivo, il GRTVI deve decidere se l’incidente è risolvibile in reparto o meno;
  • se la soluzione è gestita dal reparto, il GRTVI provvede a risolvere il problema, manda relazione delle modalità esecutive adottate ai diversi responsabili e comunica al LESI la risoluzione dell’incidente (feedback II - modulo di chiusura);
  • qualora non sia risolvibile in reparto, il GRTVI richiede l’ausilio del GRI per mezzo del modulo per la risoluzione di incidenti a carico del DL in cui descrive dinamica dell’incidente mancato e problematiche della messa in sicurezza;
  • il GRI valuta le condizioni, determina una risoluzione interna all’azienda e invia comunicazione di risoluzione incidente (feedback IV) al LESI e al GRTVI, spiegando modalità esecutive e logistiche intervenute nella procedura.

Near miss e sicurezza: l’importanza della formazione

Per diffondere una cultura della prevenzione e della sicurezza, che sappia coinvolgere i lavoratori al miglioramento continuo, la formazione ricopre un ruolo cruciale.

Ad essere interessati dal progetto educativo sono tutti coloro che svolgono un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione: a specificarlo è l'articolo 20 del D.Lgs. 81/08 (comma 2, lettera e) che prevede l'obbligo, per i lavoratori, di segnalare immediatamente qualsiasi eventuale condizione di pericolo.

Come evidenziato anche nel documento dell'Inail, il percorso formativo dovrebbe essere focalizzato soprattutto su aspetti quali:

  • definizioni terminologiche;
  • quadro concettuale, motivazioni e finalità;
  • cultura della sicurezza (crescita individuale come crescita collettiva);
  • leadership dei lavoratori;
  • assunzione di responsabilità individuale;
  • ruoli e funzioni deputati alla gestione del processo di segnalazione dei near miss;
  • alleanze costruttive e lavoro di squadra;
  • flussi di comunicazione e possibili interlocutori;
  • esercitazioni pratiche.

Per approfondire, qui puoi leggere il volume Inail completo: Gestione degli incidenti procedura per la segnalazione dei near miss.

Le conoscenze e le competenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro vanno continuamente aggiornate, per poter adottare le misure e gli strumenti più avanzati di valutazione dei rischi e di gestione degli imprevisti. Contattaci oggi stesso per una consulenza mirata.


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Scritto da: Claudia Pedrotti


Laureata in Tecniche della Prevenzione in Ambiente e Luoghi di Lavoro, amante del contatto con la natura e dello sport, in particolare la corsa.





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