pulsante lavora con noi studio essepi

Consulenza e formazione. Dal 1995 un punto di riferimento per aziende e professionisti.

Magazine

Esposizione occupazionale al benzene: la Direttiva 2022/431

Esposizione occupazionale al benzene: la Direttiva 2022/431

Il benzene è un idrocarburo aromatico, molto volatile e inquinante ubiquitario, che è presente anche nel petrolio e suoi derivati (come la benzina e il fumo di tabacco).

Molto diffuso in diversi processi industriali nel secolo scorso, grazie alle sue qualità di ottimo solvente, la sua tossicità e cancerogenicità sono state poi accertate e ne hanno ridotto fortemente l'impiego, anche in seguito a normative sempre più stringenti.

Con la direttiva (UE) 2022/431, in recepimento in Italia nel 2024, sono stati ulteriormente ridotti i valori limite di esposizione occupazionale al benzene. Vediamo, di seguito, maggiori dettagli e perché assume particolare importanza il monitoraggio biologico.

Esposizione occupazionale al benzene: il nuovo valore limite nella Direttiva 2022/431

Alla luce della nuova direttiva cancerogeni UE 431/22, un fact sheet pubblicato di recente dall'Inail si è concentrato sul monitoraggio biologico dell’esposizione occupazionale a benzene e sul relativo valore limite biologico.

Il benzene risponde a tutti gli effetti ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena (categoria 1 A), ed è quindi un agente cancerogeno ai sensi della direttiva 2004/37/CE.

Il regolamento REACH vieta l’utilizzo del benzene nei prodotti commerciali in concentrazione superiore allo 0,1%, mentre nelle benzine è consentita una percentuale dell’1% v/v (direttiva 1998/70/CE). Nell’aria urbana, invece, la concentrazione media annuale è di 5 μg/m3, ovvero il valore massimo auspicabile in base alla direttiva 2008/50/CE sulla qualità dell’aria per l’Europa.

Per quanto riguarda il mondo del lavoro, come anticipato, la Direttiva (UE) 2022/431 ha ridotto i valori limite di esposizione occupazionale al benzene. Questo agente cancerogeno può essere assorbito non solo per inalazione ma anche per via cutanea, ed è la stessa Direttiva 431 a indicare che "in casi specifici possono essere necessari valori limite biologici per proteggere i lavoratori dall’esposizione ad alcuni agenti cancerogeni, mutageni o sostanze tossiche per la riproduzione". Modificando, quindi, la direttiva 2004/37/CE e introducendo i valori limite biologici e le relative disposizioni pertinenti.

Nello specifico, il valore limite occupazionale di esposizione (OELV) per il benzene è stato fissato a 0,2 ppm (0,66 mg/m3) in Europa, appunto dalla direttiva 431. Poiché, nel breve termine, per alcuni settori potrebbe essere difficile rispettare tale valore limite, la normativa riporta che - come misura transitoria - dovrebbe continuare ad applicarsi:

  • il valore limite di 1 ppm (3,25 mg/ m3), fino al 5 aprile 2024;
  • il valore limite di 0,5 ppm (1,65 mg/m3), dal 5 aprile 2024 fino al 5 aprile 2026.

Questa riduzione avrà quindi un notevole impatto sul monitoraggio biologico dell’esposizione, sia dal punto di vista dei metodi di analisi che dei fattori di confondimento.

Monitoraggio biologico dell’esposizione a benzene

La valutazione dell'esposizione a sostanze pericolose con il monitoraggio biologico avviene misurando dei biomarcatori, ovvero la concentrazione di una sostanza (o dei suoi prodotti di trasformazione metabolica) in compartimenti biologici eticamente raggiungibili, oppure la misura di effetti biologici - precoci e reversibili - collegati alla sostanza stessa.

Il monitoraggio biologico è utile per le sostanze i cui valori limite di esposizione riportano la notazione cute (come appunto per il benzene), e può aiutare a valutare:

  • l'entità dell'esposizione;
  • lo stato di salute in gruppi di popolazione generale o in contesti occupazionali (in modo complementare rispetto al monitoraggio ambientale).

Nel caso specifico dell'esposizione a benzene, il monitoraggio biologico può essere effettuato misurando diversi biomarcatori urinari, come:

  • SPMA urinario (acido S-fenilmercapturico);
  • acido trans,trans-muconico (t,t-MA);
  • benzene urinario immodificato.

La scelta della metodica analitica diventa dunque fondamentale, per valutare in modo corretto il livello di esposizione e, di conseguenza, di rischio associato. E poterlo, così, correlare con i dati ambientali.

Esposizione a benzene e non solo: la scelta del metodo di monitoraggio biologico

Nelle conclusioni del documento Inail viene evidenziato innanzitutto come vi siano molte realtà lavorative, in Italia, in cui il monitoraggio biologico viene utilizzato sistematicamente e con competenza, per numerose sostanze (usando, in assenza di valori limite biologici nella normativa italiana, quelli dell'ACGIH, citati nei contratti di lavoro).

Tuttavia, per quanto riguarda nello specifico l'esposizione a benzene, l'analisi di concentrazioni sempre più basse di analita, in considerazione dei valori limite progressivamente sempre più bassi - stabiliti dalla Direttiva (UE) 2022/431 - necessita di una scelta approfondita del metodo analitico e delle possibili interferenze. Da questo punto di vista, riporta la scheda Inail, il miglior indicatore biologico di esposizione è l'SPMA analizzato mediante HPLC/MS/MS.

È inoltre necessario promuovere studi di monitoraggio biologico nella popolazione generale, per determinare i valori di riferimento per l’esposizione ambientale al benzene e monitorare l’andamento dell’esposizione umana (così da poter correlare i dati ambientali con quelli biologici).

In generale, il monitoraggio biologico dovrebbe essere considerato una buona pratica, soprattutto per le sostanze con assorbimento cutaneo, come il benzene. Anche l’allegato XXXIX del D.Lgs. 81/08, che al momento prevede a livello nazionale solo il valore limite biologico per il piombo, dovrà includere anche i valori limite biologici per l’esposizione ad altre sostanze.

Ciò può essere un supporto importante per coloro che già utilizzano questo strumento (o che lo faranno in futuro), a complemento della valutazione del rischio di esposizione.

Per maggiori dettagli, qui puoi approfondire il documento Inail sul monitoraggio biologico dell’esposizione occupazionale a benzene. Collegato a questo argomento, potrebbe interessarti anche il seguente articolo del nostro Magazine: Registro esposizione agenti cancerogeni, info utili.

Vuoi svolgere un'analisi approfondita dei rischi della tua azienda, tutelando i lavoratori dall'esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni? Contattaci senza impegno per richiedere la consulenza di un nostro esperto.


banner ebook studio essepi 


michele-vasselai-studio-essepi  

Scritto da: Giovanni Cremonese


Consulente e formatore specializzato in igiene ambientale e sicurezza sul lavoro, appassionato di trekking e cucina esotica.


Chiamaci

045 8621499