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I disturbi muscoloscheletrici (DMS) correlati al lavoro

I disturbi muscoloscheletrici (DMS) correlati al lavoro

I disturbi muscoloscheletrici correlati all'attività lavorativa sono spesso sottovalutati, eppure sono tra i più comuni nel mondo del lavoro.

In Europa sono milioni i lavoratori colpiti da questa tipologia di disturbi, basti pensare che in Italia le tecnopatie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo rappresentano i 2/3 delle malattie professionali del nostro Paese.

Le conseguenze, oltre a incidere direttamente sulla salute delle persone, si riflettono anche sulle imprese, in termini di assenze lavorative, ridotta efficienza e maggiori difficoltà nello sviluppo dell’attività. Vediamo, dunque, cosa sono i disturbi muscoloscheletrici, quali sono gli elementi da valutare e alcune pubblicazioni dell'Eu-Osha sul tema, uscite di recente.

Cosa sono i disturbi muscoloscheletrici (DMS) lavoro correlati

I DMS lavoro correlati sono disturbi che si manifestano in modo più o meno acuto (da lievi malesseri a dolori forti, per arrivare anche a conseguenze più gravi) e che in genere riguardano schiena, collo, spalle, arti superiori o inferiori.

Tali disturbi, che nella maggior parte dei casi di sviluppano nel corso del tempo, non hanno in realtà un'unica causa. Sono diversi, infatti, i fattori di rischio che possono provocare DMS. Per citarne alcuni, la ripetitività del lavoro incide per il 64% dei casi accertati di lesioni agli arti superiori, mentre il sollevamento di un carico per il 55% dei casi di patologie alla schiena.

In realtà, anche semplicemente quelle attività che prevedono lunghi periodi di tempo consecutivi trascorsi sempre in piedi o seduti, possono provocare disturbi muscoloscheletrici.

Tra le cause dei DMS citati dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (Eu-Osha), vi sono:

  • fattori di rischio fisici e biomeccanici, quali ad esempio: movimentazione dei carichi, movimenti ripetitivi o che richiedono sforzi, posture scomode e statiche, ritmi di lavoro intensi, vibrazioni, scarsa illuminazione, ambienti troppo freddi, rimanere seduti o in piedi nella stessa posizione per molto tempo, ecc.;
  • fattori di rischio organizzativi e psicosociali, quali ad esempio: elevata intensità lavorativa e bassa autonomia, assenza di pause o di possibilità di cambiare posture lavorative, bullismo, molestie, discriminazione, bassa soddisfazione sul lavoro, lavorare molto velocemente, ecc.;
  • fattori di rischio individuali, quali ad esempio: capacità fisica, anamnesi precedente, stile di vita e abitudini (mancanza di esercizio fisico, fumo, ecc.).

Disturbi muscoloscheletrici: valutazione dei rischi e obblighi del datore di lavoro

Come abbiamo visto, i disturbi muscoloscheletrici possono riguardare attività diverse tra loro, da quelle più "fisiche" a quelle più "sedentarie". Ecco perché anche i settori coinvolti sono molto eterogenei: dall'artigianato all'agricoltura, passando per industria, servizi e Pa.

Per questo motivo, la valutazione dei rischi non può prevedere soluzioni standardizzate. Andranno considerati i fattori elencati nel precedente paragrafo, ma anche le caratteristiche dei lavoratori, per comprendere quali possano essere più o meno soggetti a soffrire di DMS.

Dal punto di vista legislativo, la prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici è trattata nel D.Lgs. 81/08 sia indirettamente (es. con richiamo alle condizioni di lavoro ergonomiche o alla valutazione di tutti i possibili rischi presenti nell'unità produttiva) sia direttamente, con specifiche indicazioni (ad esempio per quanto riguarda la movimentazione manuale dei carichi o la postura assunta durante l'uso di videoterminali).

In generale, le misure di prevenzione, volte a ridurre al minimo il rischio di disturbi muscoloscheletrici, dovrebbero considerare ambiti quali:

  • configurazione del luogo di lavoro e delle postazioni;
  • attrezzatura ergonomica e adatta alle mansioni da svolgere;
  • eventuale cambio di metodi o strumenti di lavoro;
  • pianificazione del lavoro e delle pause (per evitare attività ripetitive e prolungate, con posture scorrette);
  • definizione di una politica sui DMS;
  • promozione della salute muscoloscheletrica.

Come prevenire i DMS sul lavoro

Per prevenire in modo efficace i disturbi muscoloscheletrici, è opportuno che le aziende, a seguito di un’analisi specifica della mansione, identifichino prioritariamente i fattori di rischio presenti nel posto di lavoro e adottino adeguate misure pratiche per prevenire o ridurne i rischi.

Le misure di prevenzione da applicare sono:

  • la valutazione del rischio;
  • la formazione e informazione dei lavoratori;
  • un’analisi specifica del posto di lavoro, dei metodi e dell’organizzazione (tenendo conto dei relativi aspetti ergonomici, al fine di identificare problemi e relative soluzioni).

Per contrastare i DMS, inoltre, è importante anche il coinvolgimento dei lavoratori e dell’RLS dell’azienda, per discutere insieme sulle possibili soluzioni da adottare.

Altro fondamentale elemento da considerare, infine, è la sorveglianza sanitaria preventiva e periodica, effettuata dal medico competente.  Egli, in questi casi, è tenuto a individuare e utilizzare una serie di strumenti che gli consentano di raccogliere e valorizzare le informazioni necessarie per effettuare un’accurata valutazione del rischio (contribuendo a progettare specifici interventi di carattere sanitario ed ergonomico).

Disturbi muscoloscheletrici: 4 nuove pubblicazioni per approfondire

Nell’ambito dell'iniziativa comunitaria del triennio 2020-2022, “Ambienti di lavoro sani e sicuri”, promossa da Eu-Osha e incentrata appunto sui disturbi muscoloscheletrici, di recente sono stati pubblicati 4 opuscoli pratici e di facile lettura su queste tematiche.

Disponibili anche in italiano, e indirizzati a datori di lavoro, responsabili delle politiche di salute e sicurezza negli ambienti lavorativi, lavoratori e loro rappresentanti, affrontano argomenti quali:

  • mantenimento prolungato della postura in piedi statica al lavoro;
  • mantenimento prolungato della postura seduta statica al lavoro;
  • lavorare con patologie e disturbi muscoloscheletrici cronici;
  • mappatura del corpo e dei pericoli nella prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici.

In Italia, la campagna è stata lanciata a novembre 2020 con lo slogan "Alleggeriamo il carico!" ed è coordinata dall'Inail, proprio per sensibilizzare tutte le figure coinvolte su patologie sempre più diffuse e comuni in Europa.

I 4 opuscoli fanno il punto su comportamenti errati e strumenti di prevenzione. Per consultarli, nel dettaglio, clicca qui.

Tutelare i lavoratori della propria azienda, con una valutazione dei rischi completa e accurata, è importante per adottare le misure più efficaci.

Se ti interessa saperne di più, e capire cosa devi fare per la salute e sicurezza della tua attività, contattaci senza impegno per parlare con un nostro professionista.


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Scritto da: Ilenia Vasselai


Consulente specializzata in sicurezza sul lavoro e organizzazione corsi di formazione, amante di cucina e running.





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