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Safety Lean Six Sigma: gestione della salute e sicurezza sul lavoro

Safety Lean Six Sigma: gestione della salute e sicurezza sul lavoro

Ideato da Stefano Mulè (titolare di OCM, RSPP esterno, consulente e formatore, oltre che Black Belt Lean Six Sigma), il focus del metodo è incentrato sulla creazione di un sistema in grado di prevenire e stabilizzare i processi che possono provocare malattie o infortuni professionali.

Il metodo Safety Lean Six Sigma ha come obiettivo quello di migliorare la gestione della salute e della sicurezza sul lavoro.

Per fare questo, vengono ricercate le cause radice di ogni problema, eliminandole in maniera definitiva. Unendo, quindi, le metodologie Lean Six Sigma alla scienza comportamentale legata alla salute e sicurezza sul lavoro, e combinando i seguenti metodi:

  • Lean Production;
  • Six Sigma;
  • POBA (Planning Of Behavioural Assessment);
  • MOH (Management Of Habits).

Il fine di Safety Lean Six Sigma, dunque, è quello di privilegiare non solo le metodiche di protezione, ma anche quelle di prevenzione. Per gestire la sicurezza sul lavoro a 360 gradi.

I vantaggi del metodo Safety Lean Six Sigma

La metodologia Safety Lean Six Sigma, riprendendo i concetti di riduzione degli sprechi e miglioramento continuo con quelli di diminuzione dei difetti di processo, insieme alla pianificazione strategica delle abitudini, permette di ottenere diversi vantaggi:

  • aumento della redditività e riduzione dei costi;
  • miglioramento della qualità e della soddisfazione del cliente;
  • maggior controllo e miglioramento della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Gli obiettivi del metodo sono quelli di creare un sistema:

  • improntato principalmente sulla prevenzione degli infortuni, ma non solo;
  • che possa dare evidenza di ciò che si è fatto agli organi di controllo di settore;
  • che risolva il problema alla radice, unendo le scienze comportamentali con quelle dettate dal metodo Lean Six Sigma;
  • che migliori, sia in termini qualitativi sia in termini quantitativi, la comunicazione e il coinvolgimento dei lavoratori e i rapporti interpersonali.

Andiamo a sbirciare un po' nei contenuti del metodo.

Lean Production (o “produzione snella”)

Le origini della Lean Production risalgono al Giappone degli anni '50, quando la Toyota sviluppò un processo produttivo incentrato sull'eliminazione degli sprechi e sul bilanciamento della produzione in base alla domanda del mercato.

Questa "produzione snella" (il cui termine è stato effettivamente coniato solo nel 1988 da John Krafcik, nell'articolo "Triumph of the lean production system") individua 7 tipologie di sprechi da evitare, ovvero:

  • difetti (es. errori di realizzazione e rifacimenti);
  • sovrapproduzione non necessaria di prodotti;
  • trasporti non necessari di beni;
  • attese dei lavoratori, tra una produzione e l'altra;
  • scorte, ovvero capitale che non ha ancora prodotto guadagno;
  • movimenti non necessari di lavoratori o macchine;
  • processi inutili.

Dal punto di vista applicativo, dunque, la Lean Production si compie secondo 5 principi fondamentali:

  1. definire il valore percepito dal cliente, ovvero quanto è disposto a pagare;
  2. identificare il flusso del valore, ovvero i processi e le attività che creano valore e non spreco;
  3. seguire un flusso continuo di produzione, dove le attività a valore aggiunto devono svolgersi senza soste o impedimenti;
  4. seguire la logica "pull" e non "push", orientata a rispondere alle richieste dei clienti;
  5. basarsi sul principio "kaizen", focalizzato sul miglioramento continuo.

Six Sigma e le 5 fasi DMAIC

L'approccio Six Sigma ha invece come obiettivo il miglioramento e la gestione della qualità in azienda, cercando di eliminare il più possibile i difetti.

Questa metodologia, introdotta per la prima volta nel 1986 da Bill Smith (ingegnere della Motorola), mira a raggiungere un controllo del processo tale da arrivare al livello "6 sigma", ovvero avere soltanto 3,4 parti difettose per milione.

Dal punto di vista operativo, è prevista l'applicazione di 5 fasi (metodo DMAIC), impiegate anche nella metodologia Lean Six Sigma. Esse sono:

  • Define: definire le opportunità per l'azienda e per il cliente;
  • Misure: misurare il processo e le prestazioni;
  • Analyze: analizzare gli elementi critici e le cause dei problemi;
  • Improve: identificare e implementare le soluzioni ai problemi;
  • Control: verificare e monitorare i processi, mantenendo i risultati ottenuti.

Il metodo Six Sigma, dunque, permette di identificare le soluzioni a problemi specifici, migliorare l'efficienza e la qualità in azienda, con una conseguente maggior soddisfazione del cliente. Diversi concetti, tra l'altro, si ritrovano anche nelle norme volontarie ISO 9000 per i sistemi di gestione della qualità.

Safety Lean Six Sigma e gestione del cambiamento

L’approccio sulla parte comportamentale si basa su uno studio approfondito delle metodiche esistenti per la gestione del cambiamento. Tali studi sono iniziati intorno ai primi anni del 1900 e sono tutt’ora in continuo sviluppo, dei quali ricordiamo: la teoria comportamentale e cognitiva, la teoria dei fattori comuni e la teoria interazionale.

I pilastri del metodo, come precedentemente anticipato, sono i due strumenti:

  • POBA (Planning Of Behavioural Assessment);
  • MOH (Management Of Habits).

POBA è l’acronimo di «Planning of Behavioural Assessment» ed è lo strumento innovativo che aiuta a identificare, in maniera semplice, i comportamenti nocivi che impediscono il raggiungimento di un obiettivo.

Questi comportamenti spesso si posizionano come causa principale di fallimento di alcuni progetti che richiedono molto tempo per l’attuazione o un impegno elevato da parte dei Team Members.

MOH è l’acronimo di «Management Of Habits» ed è una metodologia innovativa che, grazie alla sua struttura semplice ed elastica, aiuta a creare o demotivare delle abitudini al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati con il grande supporto, fondamentale, che è il comportamento delle persone che lo applicano.

Anche qui, dal punto di vista operativo, è prevista l'applicazione di 4 fasi (metodo MOH), impiegate nella metodologia Safety Lean Six Sigma. Esse sono:

  • identificazione dei comportamenti errati dal POBA;
  • identificazione dei comportamenti proattivi alla sicurezza;
  • pianificazione delle "Abitudini";
  • regolamentazione da seguire per l’attuazione.

Se ti interessa saperne di più, e comprendere in modo dettagliato il funzionamento e i vantaggi di tale metodologia, contattaci senza impegno e scopri come poterla applicare al meglio anche nella tua azienda.

Contenuto realizzato da Stefano Mulè e Renzo Vasselai per Studio Essepi

 


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