La relazione annuale ACN 2025 sulla cybersicurezza in Italia

MAGAZINE

La relazione annuale ACN 2025 sulla cybersicurezza in Italia

relazione-annuale-acn-2025-cybersicurezza-italia

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), autorità governativa italiana che protegge lo Stato dalle minacce informatiche, costituita dal 14 giugno 2021, ha presentato al Parlamento la propria Relazione annuale 2025, dedicata alle attività svolte lo scorso anno e non solo.

Tale documento, infatti, fa il punto sull’evoluzione della minaccia cyber nel nostro Paese e sulle soluzioni adottate per rafforzare la resilienza del sistema produttivo e istituzionale.

Il quadro che emerge è quello di un’Italia, da un lato, sempre più esposta agli attacchi informatici, ma dall’altro anche più capace di intercettarli, contenerli e gestirli prima che si trasformino in danni concreti. Vediamo, in questo articolo, i punti principali della Relazione ACN 2025 sulla cybersicurezza in Italia.

Cybersicurezza in Italia: alcuni dati, minacce principali e vettori di attacco

Secondo i dati raccolti dal CSIRT Italia, nel 2025 sono stati gestiti 2.729 eventi cibernetici, con un aumento del 38% rispetto all’anno precedente. Di questi, gli incidenti con impatto confermato sono stati 615, con un incremento più contenuto, pari al 7%. Per questo, il divario tra i due valori è un dato che l’ACN invita a considerare con attenzione: l’aumento degli eventi rilevati non ha comportato una crescita proporzionale dei danni effettivi, a conferma che il sistema di difesa nazionale sta intercettando una quota crescente di attività ostili prima che possano fare danni reali.

Tra i settori più colpiti emerge la Pubblica Amministrazione (gli eventi cyber riferibili a istituzioni pubbliche nazionali sono stati 1.140, di cui 196 sono gli episodi qualificati come incidenti), seguita dai comparti delle telecomunicazioni e tecnologico.

Per quanto riguarda le minacce più rilevanti, individuate nella Relazione ACN 2025, vanno menzionati gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), che hanno inciso in modo significativo sul volume totale degli eventi (anche per effetto delle tensioni geopolitiche internazionali e dell’attività di gruppi hacktivisti). Tuttavia, la quota di attacchi DDoS con impatti effettivamente misurabili è risultata in diminuzione rispetto all’anno precedente: dal 15% del 2024 a meno dell’11% nel 2025.

Il phishing, invece, è rimasta una minaccia trasversale, la cui efficacia è sempre più amplificata dall’uso di strumenti basati sull’intelligenza artificiale generativa, in grado di produrre messaggi ingannevoli più credibili e personalizzati.

Il ransomware, sebbene meno diffuso rispetto ad altre minacce, è risultato particolarmente critico per gli effetti prodotti, anche perché ad essere colpite sono in prevalenza le piccole imprese (specie nel settore manifatturiero), dove i livelli di cybersicurezza sono spesso limitati.

Infine, l’analisi dei vettori di attacco ha confermato il peso decisivo del fattore umano e della gestione delle credenziali. Nel 2025, i principali vettori rilevati sono stati:

  • l’e-mail: 40%;
  • l’uso di account validi: 24%;
  • lo sfruttamento di vulnerabilità: 11%.

Il ruolo dell’ACN e del CSIRT Italia per la cybersicurezza

Oltre a quanto visto nel precedente paragrafo, dalla Relazione ACN 2025 emerge anche il ruolo dell’Agenzia come punto di riferimento per il coordinamento delle attività di sicurezza digitale in Italia.

Il lavoro del CSIRT Italia (Computer Security Incident Response Team Italia, ovvero la squadra che opera all’interno dell’ACN e che previene, monitora e gestisce gli incidenti di sicurezza informatica), oltre al progressivo rafforzamento degli obblighi di notifica, ha permesso di intercettare e mitigare moltissime attività ostili prima che si trasformassero in compromissioni reali. Ciò significa che oggi, rispetto al passato, sono diminuite le probabilità di subire un incidente con impatto effettivo.

Questo non vuol dire che si possa abbassare la guardia. Come detto, infatti, il volume assoluto delle minacce è comunque aumentato in modo significativo, così come si è ampliata la superficie di attacco (anche per la crescente digitalizzazione dei servizi pubblici e privati, la diffusione del cloud e dell’Internet of Things).

Nel corso del 2025, le attività di monitoraggio proattivo hanno permesso al CSIRT di segnalare:

  • circa 2.457 indirizzi web di phishing;
  • circa 10.312 dispositivi o servizi IT potenzialmente compromessi;
  • 050 dispositivi o servizi IT che esponevano a potenziali rischi.

Nei casi più complessi, l’ACN si è occupata anche di fornire supporto diretto alle vittime di incidenti cibernetici attraverso i team di Digital Forensic Incident Response (DFIR) del CSIRT Italia. Ciò si è tradotto in attività di affiancamento, anche per periodi prolungati, dei soggetti colpiti, per contribuire alla gestione degli incidenti e dei relativi impatti, tramite adeguate misure di contenimento e ripristino dell’erogazione dei servizi compromessi.

Tra le tante iniziative, inoltre, vanno menzionate anche quelle legate alla formazione e alla promozione della cultura della cybersicurezza.

NIS2, legge sull’intelligenza artificiale e Strategia nazionale di cybersicurezza

Il 2025 è stato un anno importante anche per l’attuazione della disciplina NIS2 in Italia: dopo aver ricevuto oltre 30 mila autodichiarazioni in fase di prima registrazione, l’ACN ha individuato una platea di oltre 21.800 soggetti NIS, molto più ampia rispetto alla precedente normativa.

Inoltre, l’ACN è stata designata Autorità di vigilanza del mercato sull’intelligenza artificiale e, in tale veste, ha preso parte alle iniziative avviate dall’AI Board.

In generale, l’Agenzia ha comunicato il fatto di aver portato a termine, a fine 2025, ben 60 delle 82 misure previste dalla Strategia nazionale di cybersicurezza (anche con il contributo di altre Amministrazioni), accompagnate dal rafforzamento interno dell’Agenzia stessa.

Per il triennio 2025-2027 sono stati stanziati in totale 57,6 milioni di euro, di cui 50,6 per l’attuazione della Strategia nazionale di cybersicurezza e 7 milioni di euro per la gestione della cybersicurezza.

Per approfondire, qui puoi consultare la Relazione annuale 2025 ACN.

Tutelare la propria attività dagli attacchi informatici serve principalmente a proteggere l’operatività e la continuità aziendale, soprattutto per le Entità Essenziali (settori ad alta criticità) ed Entità Importanti (altri settori critici), ma può essere misura preventiva anche per garantire la protezione dei dati personali, nel rispetto degli obblighi di legge, considerando che gli attacchi possono comportare anche violazioni di dati personali.

Vuoi capire quali sono le norme in tema di privacy dei dati e come rispettarle? Contattaci senza impegno per richiedere la consulenza di un nostro professionista.

Immagine di Chiara Merci
Chiara Merci

Consulente e formatrice esperta in igiene alimentare, sistemi di gestione e privacy, cantante e amante di musica e viaggi.

Immagine di Chiara Merci
Chiara Merci

Consulente e formatrice esperta in igiene alimentare, sistemi di gestione e privacy, cantante e amante di musica e viaggi.

Top